La società umana sta affrontando come nei trascorsi secoli la continua trasformazione del mondo.

Cambiano le necessità e la visione del futuro ma cambiano i bisogni primordiali dell’umana esistenza?
Epoche non sospette ponevano quale obiettivo essenziale la sopravvivenza attraverso la ricerca del cibo e la necessità quindi di mordere sia per difesa che per nutrimento. Oggi ritroviamo le impronte di questo nostro stato evolutivo?
Per le nuove scienze sembrerebbe di sì. Mordere è funzione primordiale di sopravvivenza sia in termini di difesa che si nutrimento. È gesto di affermazione di potere e di controllo. Riportando questo concetto ai nostri tempi la ricerca della nostra rappresentazione e affermazione e il desiderio atavico di “mordere” quindi restano tramutandosi in altre gestualità.

La necessità del “boccone” di affermazione di status e di sopravvivenza si esprimono sublimati da altri meccanismi legati al nostro essere. La rincorsa alla realizzazione del
proprio riconoscimento nel confronto delle miriadi di antagonisti, confronto e conflitti ci portano a desiderare di “mordere “ per ottenere il boccone della nostra sopravvivenza.
Se i meccanismi di potere sull’umana società sottrarranno la libertà di espressione, la capacità di affermarsi, di garantirsi il futuro questo verrà vissuto come negazione e privazione del “boccone” impedendo così la crescita e la capacità di sostentamento del “se” materiale e spirituale.
Le persone troveranno il modo di conquistare a “morsi” quel “boccone” costi quello che costi.

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