Ho avuto piacere d’intervistare Giada Ferrari di anni 19, Influencer e Tiktoker con oltre 600K follower di Bergamo.

Il parere dei ragazzi è sempre messo in secondo piano, quindi ho fortemente voluto chiedere a Giada cosa ne pensano i giovani della didattica a distanza.


G. “Quest’anno ho frequentato la scuola solo per un mese e mezzo e abbiamo proseguito con la Dad. L’anno scorso eravamo molto felici di frequentare le lezioni da casa. Ma ora che mi ritrovo in quinta superiore, con la maturità in arrivo, serve concentrazione e tanto studio, e la presenza era per noi fondamentale. Penso anche ai ragazzi di terza media che hanno incominciato la prima superiore e non hanno avuto modo di poter conoscere i propri compagni, confrontarsi.”
A. “ Come sono cambiate le lezioni e i compiti in sé?”
G. “ Inizialmente erano lezioni tutte attaccate e non essendo abituati a star al computer erano mal di testa continui. Ora le lezioni son state divise tra mattina e pomeriggio. I professori però non sono clementi, pensano che stando a casa abbiamo più ore per studiare e far compiti e quindi hanno incominciato ad aumentarceli, ritrovandoci a volte a non riuscire a finirli ed esser annotati. Questo è ingiusto. Però se devo esser onesta invece le interrogazioni sono molto contenta di farle da casa perché mi sento a mio agio, non sentendomi osservata dai compagni o dall’insegnante stesso , mi agito meno.”
A. “Giada la tua scuola ha aderito all’acquisto di banchi con le rotelle?”
G. “Sì alcune classi avevano questi banchi, ma oltre ad esser scomodi venivano utilizzati come giochi, un investimento inutile.”
A. “Come era organizzata la tua scuola al rientro a settembre?”
G. “Era super organizzata, tutti i giorni provavano la temperatura, ci veniva data la mascherina e disinfettavamo le mani, banchi divisi con il distanziamento previsto e non ci toglievamo mai la mascherina.
Per quello la scuola era organizzata. Sono stati i mezzi pubblici, troppa gente ammassata e pochi pullman a disposizione. È da poco tempo che le linee sono state aumentate ma ormai la didattica a distanza era già in corso.”
A. “Cosa pensi dei controlli?”
G. “ I controlli a mio parere non c’è ne sono, io stessa quando vedo gruppi di ragazzi senza mascherina mi arrabbio e gli agenti non fanno nulla. Penso che per causa di queste piccole cose, persone come me che hanno una relazione a distanza, si ritrovano a non doversi muovere per via delle chiusure. Servono innanzitutto più controlli ma più senso civico nelle persone.”
A. “ Secondo te quando finirà tutto questo?”
G. “Spero presto ma penso che tra i vaccini che dobbiamo ancora fare e le varianti Covid che stanno uscendo, forse ne usciremo l’anno prossimo.”

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