Ecco la voce di una Donna, madre di tre bambini. Le abbiamo chiesto di portare la sua esperienza, oggi che tanto si parla di denatalità, cosa vuol dire essere mamma tris nel 2021 e in piena emergenza sanitaria.

Sono mamma Giulia, mamma Duia, e mamma tetta. Tre figli, tutti maschi, avuti in 4 anni e mezzo. Sono molto felice e realizzata, mi sono sempre vista mamma di tre bambini, fin da quando giocavo con i bambolotti.

Sono rimasta incinta del primo quando avevo quasi 30 anni e avevamo deciso di sposarci due mesi prima, programmando le nozze per l’anno successivo. E così è stato: Battesimo e matrimonio insieme…una festa meravigliosa. Quando guardo le foto mi vedo bellissima nonostante fossi in quel vestito con 10 kg in più della gravidanza. La notizia del pancione è stata accolta con sorpresa ma con gioia dalla famiglia e dalle mie amiche: eravamo incinte tutte insieme.

Abbiamo avuto tantissimo sostegno e aiuto pratico dai nonni con il primo figlio, riuscendo a organizzare le nozze, comprare casa e molto altro. Ho avuto molto meno sostegno per l’allattamento: è stato molto faticoso ma sono stata irremovibile e ho trovato sostegno fuori dalla famiglia. Quando il mio primo bambino aveva sei mesi ho capito che nonostante la fatica e le notti massacranti avrei davvero voluto un altro bebè. Dovendo cambiare casa e macchina abbiamo dovuto aspettare un po’ e lo abbiamo messo in cantiere dopo il secondo compleanno del primo. Fortunatamente è arrivato subito: ho avuto una gravidanza meravigliosa, di salute, di consapevolezza, di opportunità, un percorso pazzesco. Ho incontrato professionisti della nascita e mamme illuminate ( vedi mamme peer ). Famiglia e amici erano contenti per noi, per alcuni un po’ presto per altri “peccato che sia ancora maschio”. Molti amici li abbiamo persi per strada per differenze nello stile genitoriale o per modalità di gestione diverse delle routine ma complessivamente eravamo più maturi e più autonomi come genitori e ricordo che fosse molto equilibrato, e sereno. Eravamo perfettamente felici e molto più indipendenti dalle famiglie di origine.

Quando il mio secondogenito ha compiuto 10 mesi sono rimasta incinta del terzo. Lo volevamo ma non pensavamo arrivasse subito: stavo allattando tantissimo ancora…e ho proseguito fino alla 25esima settimana di gravidanza. Purtroppo a causa dell’emergenza sanitaria sono rimasta isolata, malata e sola con due bambini e un pancione per mesi. Pancione che in pochi hanno visto ma commenti stupidi e volgari (potrei scriverci un libro) non sono mancati, chiunque con o senza confidenza si è permesso di chiedere se fosse capitato. Parrebbe ovvio e poi dicono di fare figli ma se li fai devi difenderti continuamente. Una persona della mia famiglia mi ha risposto “lo sapevi anche prima no? due erano abbastanza!”.

Cosi davvero le mamme si trovano da sole con la bici che hanno voluto quindi “dai! pedala!In salita, senza sellino né pedali” . E veniamo pure derise. Di contro c’è anche chi ti vede come una persona coraggiosa quando davvero il coraggio è altro. Mio marito ed io siamo cresciuti tantissimo come genitori e siamo molto orgogliosi e contenti ma costantemente in fatica. Sostegno economico? Qualcosa c’è! Non perdiamo di vista nessun bonus e li richiediamo tutti (premio nascita, bonus bebè, bonus baby sitter, bonus seggiolini, bonus nido ecc ecc). Certo non guasterebbe anche un bonus per elettrodomestici e soprattutto incentivi per cambiare automobile perché tre seggiolini significa automaticamente auto a sette posti. Sicuramente partiamo dal presupposto che mio marito ed io abbiamo un ottimo lavoro e questo dà la possibilità concreta di pensare a una famiglia più numerosa ma chi pensa che il problema sia solo incentivare economicamente e lavorativamente i giovani creando stabilità e investendo capitali nel settore dei servizi per l’infanzia sbaglia di grosso. Questa è una visione assistenzialista e insufficiente nel lungo termine: quello che manca è un’idea comune di bambino e di infanzia che si è persa e per questa dobbiamo lottare, per una società che si orienta sul bisogno del bambino, quindi del futuro.

Infine la mia presunzione è che una famiglia grande sia anche una grande famiglia!

di Giulia Meloni

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