di Andrea Mazzoleni ( fan di Sanremo)

Benvenuto al 71°Festival di Sanremo, uno spettacolo nello spettacolo della canzone italiana.

La prima edizione nel 1950 si svolse nel salone delle feste del Casinò di Sanremo, quando tre interpreti cantarono una ventina di canzoni. Da quel giorno in cui vinse Grazie dei Fior interpretata da Nilla Pizzi ne è passato di tempo. Più di settant’anni tra polemiche, critiche, lodi e scandali. Il Festival oggi è ancora al centro dei riflettori e come canta quest’anno Willie Peyote “Questa è l’Italia del futuro, un paese di musichette mentre fuori c’è la morte”.

Più non lo capisci e più è affascinante: Artisti, presentatori, produttori, discografici, giornalisti e operai sono tutti lì in quel puntino di Liguria a fare del loro meglio, aspettando la prossima edizione. 

Uno spettacolo contrastante, per alcuni coinvolgente, irresistibile e per altri disgustoso, stomachevole e insignificante. Questi i motivi che lo rendono così speciale e chiacchierato.

Ma cosa vince chi vince Sanremo? Niente premi in denaro si vince il podio ma molto spesso è chi non sale sul podio che avrà più successo del primo classificato. Non è affascinante? Insomma, quante volte da piccoli ci hanno detto l’importante è partecipare?
Da bergamasco la serata migliore è stata la terza, dedicata alla Canzone d’Autore. Bugo ha duettato con I Pinguini Tattici Nucleari interpretando un classico del repertorio di Lucio Battisti “Un’avventura”, a fine esibizione la voce del gruppo Riccardo Zanotti saluta con un #forzabergamo che fa arrivare la pelle d’oca fino al cuore.

Oggi alla classifica finale troviamo Ermal Meta che ha un milione di cose da dirci segue Willi Peyote mai dire mai se sarà il vincitore, e al terzo posto ma potevi fare di più Arisa. Mi auguro che vinca il migliore, mi auguro che vinca tu! La finale si avvicina! biretta e popcorn, show must go on! Perché Sanremo è Sanremo ta..ta..ta!

di Andrea Mazzoleni ( fan di Sanremo)

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