L’8 marzo ormai è agli sgoccioli, la festa delle donne. 

Le donne, quelle meravigliose creature che donano vita. In tutto questo periodo tra i vari lockdown, non ho fatto altro che pensare a loro, quelle donne che vengono maltrattate. Sappiamo benissimo che questi lockdown han portato tante preoccupazioni, se potevano chiedere aiuto fuori da casa, in queste condizioni non han fatto altro che alzare i numeri di violenza sulle donne. Per paura di chiamare, per paura di parlare, per paura di reagire, purtroppo, molte donne, son state costrette ad abusi e violenze o addirittura uccise dal proprio partner. Solo in questo inizio anno 7 sono state già le vittime. Nel 2020 81, si avete letto bene, 81 donne uccise perché ex mariti che non accettavano la separazione, o possessività e controllo o per altri motivi, 81 donne han dovuto sopportare violenze per poi esser uccise. I centralini del telefono rosa hanno incominciato a preoccuparsi dall’inizio del primo lockdown, perché le chiamate d’emergenza erano sempre meno, e per loro questa è un campanello d’allarme. Ora parlo a nome di donna e madre, se una vostra amica o una vostra parente vi sembra strana in difficoltà, che ha cambiato stato d’animo cercate di capire che succede. Probabilmente all’inizio non parleranno per paura ma cercate d’insistere, cercate di darle una mano, se fosse, datele il coraggio di denunciare la persona che molestia, in modo da evitare ad arrivare ad un omicidio. Solo un piccolo uomo usa la violenza sulle donne per sentirsi grande. Noi donne non saremo mai sole, facciamoci dare una mano, per qualsiasi motivo. Parlate con qualcuno, chiedete aiuto, salvate la vostra vita e ricordatevi sempre che unite si può.

Alessandra Giassi 

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