“Ora che ho un braccio solo…come mi allaccio le scarpe???”

Da dove cominciare se non dalla definizione: La Terapia Occupazionale è una professione sanitaria della riabilitazione centrata sulla persona, che promuove la salute e il benessere attraverso l’occupazione. (WFOT, 2012)

Il terapista occupazionale (T.O.) si rivolge a coloro che presentano difficoltà nello svolgere una o più attività di vita quotidiana con l’obiettivo di favorire la partecipazione nelle occupazioni, nello specifico a persone con patologie neurologiche congenite e/o acquisite, ortopediche, reumatologiche e della salute mentale in età evolutiva, adulta e geriatrica. Per raggiungere gli obiettivi il T.O. lavora con le persone, attraverso il “fare”, per migliorare la capacità di impegnarsi nelle occupazioni che vogliono, devono o dovrebbero svolgere.

Addentrandoci maggiormente le Occupazioni sono l’insieme delle attività significative per il proprio contesto culturale, adeguate all’età, scelte, organizzate e svolte da ogni individuo per provvedere a se stesso, provare gioia nel vivere e contribuire alla vita economica e sociale della comunità (Canadian Association of Occupational Therapy, 1997).Queste possono variare dalle più semplici come: tenere in mano una posata, farsi la barba o una doccia, a quelle più complesse come: gestire la casa, fare una lista della spesa, cucinare e moltissime altre.

Per semplificare le cose, il terapista occupazionale è un professionista qualificato che cerca, insieme alla persona e/o al care-giver (colui che si prende cura della persona con disabilità), possibili soluzioni ai problemi quotidiani per raggiungere la massima autonomia. In particolare, in seguito alla diagnosi ed alle prescrizioni del medico, nell’ambito delle proprie competenze ed in collaborazione con altre figure socio-sanitarie:

  1. Valuta dal punto di vista funzionale la persona ed elabora il programma riabilitativo, volto all’individuazione dei bisogni della persona e al suo avviamento verso l’autonomia personale nell’ambiente di vita quotidiana e nel tessuto sociale;
     
  2. Utilizza attività sia individuali che di gruppo, promuovendo il recupero e l’uso ottimale di funzioni finalizzate al reinserimento, all’adattamento e alla integrazione dell’individuo nel proprio ambiente personale, domestico e sociale;
     
  3. Individua ed esalta gli aspetti motivazionali e le potenzialità di adattamento dell’individuo, proprie della specificità terapeutica occupazionale;
     
  4. Partecipa alla scelta e all’ideazione di ortesi e/o specifici ausili assieme ad altri professionisti;
     
  5. Propone modifiche dell’ambiente di vita e promuove azioni educative verso il soggetto in trattamento, la famiglia e la collettività.
     

COME SI DIVENTA TERAPISTA OCCUPAZIONALE?

E’ necessario frequentare il corso di laurea triennale in Terapia Occupazionale, appartenente alla classe di laurea L/SNT2 delle Professioni sanitarie della riabilitazione.

DOVE LAVORA?

  • Ospedali pubblici
  • Centri privati convenzionati 
  • In libera professione presso il domicilio, centri privati, scuole…

Quindi..per rispondere alla domanda ”possiamo usare delle scarpe con gli strappi, usare dei lacci elastici o persino imparare ad allacciarle con un braccio solo…tocca a te scegliere!”

Se il terapista occupazionale è la figura giusta per voi, di seguito il recapito ove poter ricevere ulteriori  informazioni:

alboterapistioccupazionali.bg@tsrm-pstrp.org

La Commissione d’Albo di Terapia Occupazionale dell’Ordine tsrm-pstrp  di Bergamo

Riferimenti bibliografici:

www.aito.it

www.terapiaoccupazionale.it

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